Conciato Romano

51.00

Uno dei formaggi più antichi d’Italia, presidio slow food. una Rarità

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Si produce coagulando, con caglio di capretto, latte vaccino, ovino o caprino. Dopo essere pressate con le mani, salate e asciugate, le formette sono “conciate”. Una tecnica prevede di lavare i formaggi con l’acqua di cottura delle pettole, una pasta fatta in casa, un’altra vuole che si ricoprano le forme con un intingolo di olio, aceto, piperna e peperoncino macinato. Al termine i formaggi vengono stipati in un’anfora di terracotta (oggi, nella fase iniziale si usano anche contenitori di vetro per controllare lo sviluppo delle muffe naturali).
Il Conciato è una sorta di formaggio resuscitato, il che tradotto in termini gastronomici, significa forte riduzione olfattiva, sensazioni alcoliche e di frutta matura al naso e grande personalità degustativa, che può arrivare anche a una piccantezza molto pronunciata.

IL NOSTRO CONSIGLIO
Accostare tale formaggio a preparazioni dolci può essere una buona idea: confetture di limoni, di fichi, miele di castagno o di corbezzolo, cotognate piuttosto aromatiche. Non funziona invece abbinarlo a frutta matura: i sentori si sovrappongono.
Dato il suo gusto intenso e saporito consigliamo anche di abbinare questo formaggio ad una tipicità campana come i friarielli, grattugiarlo o in scaglie per completare le ricette di primi piatti e conferirgli un sapore più deciso.

ABBINAMENTO VINI
L’accompagnamento ideale per il conciato romano è un vino dolce passito, come un Recioto, oppure un Passito di Pantelleria per assaporare appieno il gusto di questo formaggio unico.