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Baba'

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Il babà non è solo un insieme di farina di grano tenero, uova, burro o strutto, sale, zucchero e lievito di birra.

Il babà non è solo un dolce: è un vero e proprio simbolo di Napoli.

Un dolce che accompagna la colazione domenicale di tutti, dal nobile all’abitante di Spaccanapoli, ma anche quelle passeggiate spensierate e senza meta per i vicoli della città.

Voglio raccontarti la sua storia… ti affascinerà!

Il babà infatti non nasce a Napoli, ma da questa fantastica città viene adottato dopo un lungo viaggio che ha inizio… in Polonia!

Ti narro questa storia: siamo alla corte del re polacco Stanislao Leszczinski nel XVIII secolo. I suoi pasticceri gli hanno preparato un vassoio di dolci per la colazione, quando un fatto accidentale cambia la storia della pasticceria mondiale: il re fa cadere per sbaglio una bottiglia di rhum sul vassoio.

Era nato il babà.

Il nome lo scelse il re stesso: da una parte si ispirò ad Alì Babà, protagonista dell’immensa raccolta di favole arabe “Le Mille e una Notte”, dall’altra perché la parola “babà” in polacco è traducibile con “vecchia signora”, in riferimento al fatto che la sua pasta molle poteva essere facilmente gustata anche dagli anziani senza denti.

Da una festa all’altra, da un salotto nobiliare alla tavola di un diplomatico, il babà inizio il suo viaggio, prima a Parigi, infine a Napoli, grazie ai “monsù”, parola che sta per monsieur, gli chef  francesi che lavoravano per le grandi famiglie aristocratiche napoletane.

E a Napoli il babà viene perfezionato rendendolo particolarmente morbido facendolo bagnare con acqua e zucchero, e donandogli quella ormai tipica forma bombata.

Come ti dicevo all’inizio, il babà è realizzato con farina di grano tenero, uova, burro o strutto, sale, zucchero e lievito di birra, lievita per due volte e si cuoce in forno; prima di essere servito va bagnato con una soluzione di acqua e zucchero, aromatizzata al limone e corretta al rhum; il babà classico o guarnito con panna o creme pasticciere lo trovi nei nostri punti vendita di Brescia e Verona, direttamente dai laboratori tradizionali campani, che ogni settimana ci inviano i loro dolci.

Il babà non è solo un insieme di farina di grano tenero, uova, burro o strutto, sale, zucchero e lievito di birra.

Il babà non è solo un dolce: è un vero e proprio simbolo di Napoli.

Un dolce che accompagna la colazione domenicale di tutti, dal nobile all’abitante di Spaccanapoli, ma compagna anche di quelle passeggiate spensierate e senza meta per i vicoli della città.

Voglio raccontarti la sua storia… ti affascinerà!

Il babà infatti non nasce a Napoli, ma da questa fantastica città viene adottato dopo un lungo viaggio che ha inizio… in Polonia!

Siamo alla corte del re polacco Stanislao Leszczinski nel XVIII secolo. I suoi pasticceri gli hanno preparato un vassoio di dolci per la colazione, quando un fatto accidentale cambia la storia della pasticceria mondiale: il re fa cadere per sbaglio una bottiglia di rhum sul vassoio.

Fortunatamente non intervenne un valletto a buttare via i dolci “bagnati” prima che il re allungasse la mano su uno di questi.

Lo portò alla bocca per curiosità e… era nato il babà.

Il nome lo scelse il re stesso: da una parte si ispirò ad Alì Babà, protagonista dell’immensa raccolta di favole arabe “Le Mille e una Notte”, dall’altra perché la parola “babà” in polacco è traducibile con “vecchia signora”, in riferimento al fatto che la sua pasta molle poteva essere facilmente gustata anche dagli anziani senza denti.

Da una festa all’altra, da un salotto nobiliare alla tavola di un diplomatico, il babà inizio il suo viaggio, prima a Parigi, infine a Napoli, grazie ai “monsù”, parola che sta per monsieur, gli chef  francesi che lavoravano per le grandi famiglie aristocratiche napoletane.

E a Napoli il babà viene perfezionato rendendolo particolarmente morbido facendolo bagnare con acqua e zucchero, e donandogli quella ormai tipica forma bombata.

Come ti dicevo all’inizio, il babà è realizzato con farina di grano tenero, uova, burro o strutto, sale, zucchero e lievito di birra, lievita per due volte e si cuoce in forno; prima di essere servito va bagnato con una soluzione di acqua e zucchero, aromatizzata al limone e corretta al rhum; il babà classico o guarnito con panna o creme pasticciere lo trovi nei nostri punti vendita di Brescia e Verona, direttamente dai laboratori tradizionali campani, che ogni settimana ci inviano i loro dolci.

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